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L'eco della parola

Festival della parola a TORTONA
9-10 aprile 2025

Ingresso gratuito

Perché portare l’attenzione sul potere e sull’eco delle parole? Perché non sono contenitori vuoti, ma veicolano significati capaci di incidere sul vissuto e sull’agire dell’uomo, ora incantandolo ed innalzandolo, ora chiudendolo in un abisso senza fine, ora suscitando in lui quella meraviglia che si prova davanti a ciò che non si sa spiegare. Ma l’uomo coglie la sfida e cerca di farlo.

Oggi più che mai, l’uomo ha bisogno di parole che, facendosi strada nella complessità della vita, nel rumore assordante del presente, nella solitudine dell’essere-nel-mondo, aprano orizzonti di senso e di significato e descrivano e spieghino una realtà che appare sempre più frammentata e disgregata. Ecco perché è importante, anche pedagogicamente, affrontare il tema della parola che provi a esplorare il mondo.

Questa seconda edizione prende le mosse dalla parola a rischio di estinzione più votata: “abbacchiato”. Da qui, si è deciso di affrontare una coppia di parole che descrivono un concetto di importanza cruciale per l’oggi: Felicità/Fortuna.

Il binomio Felicità/Fortuna riguarda parole di cristallo, le più soggettive del vocabolario – come fa notare Marco Balzano. Il significato di esse è liquido, sfocia l’uno nell’altro, cambia a seconda dei valori, delle idee, della fede, dell'età, del rapporto con i tempi. Muta svariate volte nel corso della vita poiché a cambiare siamo prima di tutto noi con il nostro orizzonte di desiderio. Definirne i confini, quindi, non è impresa da poco, ma può rivelarsi l'avventura avvincente di questa seconda edizione. Il loro significato, infatti, apre mille strade e mille orizzonti. Che ci possono indicare nuovi modi di essere felici.



“La felicità – diceva G. Rodari – dev’essere per forza qualche altra cosa, che non ci costringa ad essere sempre allegri e soddisfatti (e un po’stupidi) come una gallina che si è riempita il gozzo”

Ma che cosa? E c’entra con la fortuna? Risponderanno a questo filosofi, filologi, storici, scienziati, letterati, musicisti e protagonisti di eccellenti imprese del territorio; il Festival darà spazio ai giovani studenti e al mondo della scuola che ha bisogno di accendere e riaccendere ogni anno l’entusiasmo nelle nuove generazioni, che solo può garantire il realizzarsi della promessa di un futuro solido; indagherà il rapporto del singolo con sé stesso e con il mondo altro da sé e farà sorgere nei ragazzi la passione per attività lavorative future.

Daremo l’opportunità di confronto con relatori esperti, ma anche di sperimentare le tante forme di comunicazione, di riflettere sull’importanza di questo processo complesso e fragile, che è la comunicazione, che necessita di costante e attenta cura, estremamente prezioso ma anche potenzialmente ambivalente. Un tema che tocca e toccherà la vita di tutti ed è responsabilità di tutti.

La programmazione delle varie iniziative, coinvolge diversi attori economici e sociali: l’Amministrazione comunale, provinciale e regionale, le specifiche realtà culturali commerciali e imprenditoriali del territorio.


Sarà riproposto l’ormai collaudato Storytorium, un particolare spazio dedicato ai bambini e ai ragazzi. Gli allievi del Liceo Classico “Umberto Eco” di Alessandria sono stai coinvolti attraverso un’attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Una metodologia didattica che permette agli studenti di affiancare alla formazione scolastica, prettamente teorica, un periodo di esperienza pratica presso un ente, in questo caso in convenzione con Yarol, agenzia di comunicazione di Torino ideatrice del Festival. lLboratori sulle parole, gestite dai ragazzi per i ragazzi: un pear-to-pear utile per imparare divertendosi e incontrando la Nominatrice che trasformerà i bambini più piccoli in “ambasciatori di parole” e i più grandi in “cavalieri del congiuntivo”.

Torna il CONTEST “Salva la parola”, in collaborazione con Zanichelli. Rivolto a bambini, ragazzi e adulti, con il fine di recuperare un ampio numero di parole da salvare: le parole che amiamo, le parole che non vogliamo perdere, le parole che vogliamo condividere, le parole che vogliamo ancora sentire, le parole del nostro cuore.

Ma perché salvare le parole?
Ci sono voci ricche di sfumature ed espressività ma che stanno finendo nel dimenticatoio, perché nella lingua corrente si privilegiano i loro sinonimi più comuni; diciamo infatti “profumo” anziché “fragranza”, “chiacchierone” anziché “garrulo”, “diligente” anziché “solerte”.

Sono parole che rendono il lessico più variopinto e più interessante, la lingua italiana più ricca e completa: può forse l’italiano permettersi di perdere parole affascinanti come “ghiribizzo” o “beffardo”? Il contest prevede una landing page che consente all’utente di visionare un elenco di 25 parole, con tanto di significato ed etimologia completa, la data di prima attestazione in lingua scritta e qualche esempio di utilizzo. Fra queste, si potrà votare quella che si vuole salvare dal rischio di estinzione dalla nostra memoria collettiva.

La parola più votata della scorsa edizione è

(♣)ab–bac–chia–to
abbacchiàto

part.pass. di abbacchiare; anche agg.
1. bacchiato
2. fig. avvilito, depresso


Si ripropone anche quest’anno la sezione “Parola all’impresa. Parola dell’impresa”, dedicata ad alcune imprese particolarmente “virtuose”. Le parole che permeano la nostra quotidianità sono spesso riflessi dell’impegno attuale delle aziende nei confronti di determinati temi.
Ogni giorno, siamo circondati da termini che provengono dal mondo produttivo e che rappresentano la consapevolezza e l’attenzione delle aziende verso questioni rilevanti. Ad esempio, concetti come “sostenibilità”, “responsabilità sociale” e “innovazione” sono diventati sempre più comuni nel nostro vocabolario quotidiano.Queste parole non solo descrivono gli obiettivi delle imprese, ma sono diventate anche pilastri fondamentali delle loro strategie aziendali.

L’Extra festival. Fra gli eventi intorno al Festival, Parole in cucina. L’eco della parola sarà un’occasione unica per conoscere, approfondire e imparare nuove analisi sensoriali. I Ristoranti che aderiranno al Festival riceveranno un bollino da affiggere all’ingresso che comunicherà al pubblico la possibilità di pranzare o cenare con piatti legati a una parola, “accosciare”, “acidulare”, “bardare”, “brasare”, o “croccante”, che in cucina cambiano il loro significato abituale.

La stessa cosa si prevede per i Bar e le Pasticcerie, che vorranno aderire: riceveranno un bollino per essere riconosciuti come locali aderenti al circuito del Festival e proporranno al pubblico aperitivi, coktail e dolci nei quali una parola sarà protagonista.

Il Festival rappresenta un’opportunità di incontro e di riflessione per tutti, e le varie iniziative susciteranno curiosità e desiderio di partecipare.

L’eco della parola è concepito come un vero evento di territorio, capace di mettere insieme tutte le realtà che a diverso titolo operano nel tortonese e nella provincia alessandrina in genere. E, soprattutto, un evento capace di mettere insieme associazioni, aziende, amministrazioni, scuole.

Rappresenta per il nostro territorio una splendida opportunitàper essere accompagnati da esperti dentro il formidabile potere della parola, con lo scopo di iniziare a delineare alcune attenzioni per crescere in umanità anche grazie a nuovi strumenti.

Il Festival offre un’occasione di confronto, di apprendimento, riflessione, socializzazione e di divertimento.
Un evento per creare comunità e per aprirci al futuro.

UN'INIZIATIVA DI

CON IL PATROCINIO DI

FOOD PARTNER

OSPITALITY PARTNER

MEDIA PARTNER

Con la partecipazione dell'UNICEF Comitato Provinciale